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Timbuktu: ombelico del mondo
 

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Nell'immaginario di molte culture la città di Timbuktu è l'allegoria di un luogo lontano, difficilmente raggiungibile, misterioso. Un luogo sperduto, nel tempo e nello spazio. Quanto di vero c'è in tutto ciò? Timbuktu è veramente una città perduta e sperduta o è piuttosto il cuore del mondo, come ama definirla Alì Farka Touré, monumento della musica dell'Africa Occidentale, che a questa regione deve i suoi natali. Timbuktu come punto di riferimento per i Tuareg, i Bellah, i Peuls e i Mauri, fulcro intorno al quale ruotano infinite attività, dalle più moderne, come quella turistica alle più antiche come l'estrazione e il commercio del sale. Timbuktu è sì lontana, arrivarci via terra o fiume è quasi un viaggio iniziatico, ma le difficoltà e le avventure possono far acquisire al viaggiatore una maggiore comprensione per terre e popoli tanto diversi, perché Timuktu è una città viva e anche se la sabbia del deserto ne copre le strade, non ne ha cancellato la dignità.
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Argomenti trattati:

- il viaggio via terra e sul fiume: popoli e paesaggi.
- Breve storia della città. I commerci nel deserto, il sale, la cultura e le tradizioni dei popoli che la abitano, sedentari o nomadi, breve storia di una ribellione pacificata con il dialogo.
- Niafunké, il territorio di Alì Farka Touré


Reportage di viaggio, approfondimenti storici e culturali, informazioni utili. _

 
 


_Alì Farka Touré

Alì Farka all'ingresso del municipio di cui è sindacoQuando Aliì Farka Touré e John Lee Hooker s'incontrarono, si resero subito conto di avere molto in comune, non perché entrambi di pelle nera o perché cresciuti ai bordi di fiumi tanto importani, sulle rive del Niger in Africa il primo e su quelle del Mississippi negli Stati Uniti il secondo; fu perché Alì Farka Toure e John Lee Hooker ascoltarono la musica che fuoriusciva dalle rispettive chitarre, che si riconobbero: Alì Farka Tourè la chiamava musica tradizionale africana, John Lee Hooler lo chiamava Blues. Insieme avevano scoperto la linea sottile che univa due parti dello stesso popolo, divise un tempo dall'atrocità della schiavitù... Il Blues e le sue origini. Da allora è passato molto tempo, Alì Farka, definito in seguito il bluesman africano, ha suonato con i più grandi diventando un grande lui stesso, ha vinto un Grammy Awards, ha girato il mondo e poi passati gli anni è tornato alle sue origini. Sulle rive del fiume Niger, in mezzo alla sua gente, a ricoprire quel posto a cui era destinato fin dalla nascita: notabile, la più importante casta della società africana. Oggi è sindaco del suo villaggio, amministra terre e popoli, promuove uno sviluppo sostenibile. In questa intervista ci parla della sua Africa, di Timbuktu, del suo passato e dei suoi progetti.

 

 
  ©Copyright Anna Maria Nicoli